Eccezionale veramente?

In un bell’articolo uscito stamattina su Il Manifesto, Sarantis Thanopulos, psicoanalista e saggista, ritorna sul tema dello “stato di eccezione”.*

Alcuni giorni fa era stato Giorgio Agamben ad averne parlato sempre dalle pagine de Il Manifesto** e molti tra giornalisti ed intellettuali avevano sottolineato con stupore il modo un po’ sintetico e “facile”, differente al suo solito argomentare molto complesso e approfondito, con il quale si era espresso. Anche sui social in tanti si sono scatenati a definire lo scritto di Agamben, qualcosa di imbarazzante ed esagerato per il momento storico che stiamo attraversando a causa dell’emergenza covid-19.

Lo stato di eccezione è un concetto che deriva dalla scienza politica e nello specifico è centrale nelle teorizzazioni di Carl Schmitt, filosofo, politologo e giurista tedesco (1888 – 1985) sull’essenza della sovranità. Riprendendo in mano un testo di Paolo Pombeni, studiato ai tempi dell’Università, che tratta il tema dei partiti e dei sistemi politici nella storia contemporanea leggo a pag. 39:

(…) Schmitt ha ritenuto di poter trovare l’essenza della sovranità alla luce del “caso di eccezione”: cioè è sovrano colui che nel momento eccezionale, quando non sono applicabili le normali procedure di formazione della volontà politica, può assumersi il potere di trasformare la propria decisione in legge.

Più avanti nella stessa pagina, obiettando a Schmitt che è la norma ad essere sovrana e non colui che momentaneamente si trova a governare il momento “eccezionale”, Pombeni scrive:

Si può anche obiettare che lo stesso concetto di “eccezionale” per questi casi è dubbio: gli esempi che di solito si fanno, la guerra o la calamità naturale, non sono delle eccezioni, ma delle fattispecie del tutto normali e previste, solo che si spera siano rare.

Per non farla troppo lunga e per tornare ad Agamben e ai suoi detrattori o fan, mi chiedo – e non credo su questo qualcuno possa, in questa fase, rispondere (forse dopo l’emergenza…)- se questo Coronavirus sia, non solo stato previsto come una possibilità nella normalità dell’amministrazione del nostro Paese, ma anche se chi, compreso Agamben e lo stesso Thanopulos che stamattina ha ripreso il tema dello “stato di eccezione”, non volessero piuttosto riferirsi a qualcosa che si presenta come totalmente nuovo e che la risposta che il governo ha dato non sia solo una fredda applicazione di una normatività come se questa fosse una normalità. Senza prevederne la portata o preoccuparsi troppo delle conseguenze (come sottolinea ottimamente Thanopulos nel suo articolo di stamattina) che questo provvedimento può provocare ora e nel futuro prossimo al nostro stato psichico.

*https://ilmanifesto.it/la-profilassi-come-eccezione-alla-vita/

**https://ilmanifesto.it/lo-stato-deccezione-provocato-da-unemergenza-immotivata/

Pubblicato da Paolo Patuelli

Sociologo Clinico, Counselor ad Orientamento Psicoanalitico

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